Era la calda estate del 1988 quando, alla festa dell’unità di Legri (una frazione di Calenzano), comprai il mio primo vero libro di cucina “LA SCIENZA IN CUCINA e l’arte di mangiare bene” di Pellegrino Artusi; edizione Biblioteca Universale Rizzoli, al costo di ben lire 9.500.
In quel momento non sapevo che poi, di professione, avrei fatto la cuoca e “la maestra di cucina”, ma già esistevano i presupposti che mi hanno spinta a studiare questa scienza affascinante.
Pertanto, quando mi è arrivata la proposta di presentare il libro “DOMESTICI SCRITTORI, corrispondenza di Marietta Sabatini, Francesco Ruffili e altri con PELLEGRINO ARTUSI” ed. Apice Libri, scritto dalle Dottoresse Monica Alba e Giovanna Frosini, ho accettato non solo con piacere immenso, ma interpretato come un segno e un regalo da parte del Fato… per essermi dedicata con tanto impegno, in tutti questi anni, alla continua formazione nella scienza dell’alimentazione.
Quindi, a Pellegrino Artusi, grande gastronomo (non era un cuoco), primo foodblogger (diremmo oggi) se si pensa che il suo libro - 1891 la prima pubblicazione - è tra i più venduti del genere, va il merito di aver raccolto le ricette della tradizione (in particolare della cucina toscana e romagnola) e di aver “inventato” un linguaggio culinario facendo comunicazione in termini moderni.
Ma, a mio parere, all’Artusi, va un altro grande merito, quello di aver scritto, foss’anche inconsapevolmente, un libro rivolto alle donne - era loro l’onere di cucinare! - che in quel periodo non avevano, poi così tanto, accesso alla scolarizzazione; sempre a mio parere, basterebbe solo questo, per diplomare, Pellegrino Artusi, un vero “Maestro di Cucina” .
